di Davide Margiotta
"I nostri soldati in Libano non vanno soltanto a garantire che il governo di Beirut sia pienamente sovrano e possa predisporre lo smantellamento di Hezbollah, ma anche per tutelare Israele da chi lo voglia distruggere. Non c'è dubbio. " (Piero Fassino).
Nonostante oltre 1100 morti, di cui un terzo bambini sotto i 12 anni, oltre un milione di profughi su una popolazione di tre milioni e mezzo, e un blocco che nel momento in cui scriviamo è tuttora in vigore, il popolo libanese ha eroicamente resistito all'attacco sionista, riuscendo anche a procurare numerose perdite all'aggressore.PER LA SCONFITTA DI ISRAELE E DEGLI USA
Per la costruzione dell'Internazionale rivoluzionaria
di Valerio Torre
ISRAELE E L'IMPERIALISMO CONTRO I PALESTINESI
di Davide Margiotta
In
questi giorni stiamo assistendo ad una nuova tappa della guerra di
Israele e dell’imperialismo mondiale contro il popolo palestinese.
Il
vero motivo scatenante della guerra in corso è la vittoria di Hamas
alle elezioni di gennaio, non certo perchè “hanno vinto i terroristi”,
ma perchè quella vittoria ha rappresentato, pur in maniera deformata,
la vittoria della voglia di liberazione sui compromessi liquidatori
siglati negli anni dall’Autorità Nazionale Palestinese.
NON CI SONO LIEBKNECHT NEL PARLAMENTO ITALIANO
di Francesco Ricci
Potete leggere qui sotto:
1) il volantino che diffonderemo domani (sabato 15 luglio) all'assemblea che si terrà a Roma sulla questione del voto parlamentere sulle missioni militari;
2) un comunicato stampa di PC Rol sullo stesso tema, con un invito ai parlamentari "ribelli" a... ribellarsi davvero.
Via le truppe d'occupazione, ritiro immediato dall'Iraq e dall'Afghanistan
Quello che doveva essere uno sciopero di quattro giorni (dal 6 aprile al 9 aprile), proclamato dall'opposizione contro il potere monarchico assoluto e per il ripristino della democrazia in Nepal -uno Stato dipendente disposto ai confini tra l'India e la Cina- ha trasceso le direzioni dei partiti d'opposizione assumendo i caratteri di uno sciopero a oltranza per la cacciata della monarchia. Uno sciopero sostenuto dai sindacati, da associazioni studentesche, partecipato da milioni di operai, disoccupati, contadini e giovani studenti che si sono riversati nella capitale Kathmandu e nelle principali città del Paese in un clima pre-insurrezionale, affrontando con coraggio e determinazione la brutale repressione che il re Gyanendra aveva ingiunto all'esercito e alla polizia di attuare.
I giovani studenti, disoccupati e lavoratori chiedono lo sciopero generale a oltranza e organizzano azioni di protesta in tutta la Francia
di Fabiana Stefanoni
Dopo la grande mobilitazione del 4 aprile più di tre milioni di francesi scesi in piazza contro governo e Cpe, un corteo di 700 mila manifestanti a Parigi non accenna a scemare la protesta dei giovani francesi. Studenti, disoccupati, giovani precari, col sostegno delle organizzazioni sindacali più radicali ("extraconfederali"), stanno organizzando quotidiane e significative azioni di protesta in tutte le città della Francia.