Partito di Alternativa Comunista

Cile. I lavori della Costituente iniziano all’insegna delle lotte e della repressione

Cile.

I lavori della Costituente iniziano all’insegna

delle lotte e della repressione

 

 

A cura della redazione web

 

 

Domenica 4 luglio a Santiago del Cile hanno avuto inizio i lavori della Costituente eletta a maggio. Siamo orgogliosi che la nostra compagna Maria Rivera, avvocata dei diritti umani e dirigente del Mit (la sezione cilena della Lit-Quarta Internazionale), sia stata eletta deputata. L’elezione di Maria è frutto della rivoluzione cilena e dell’intervento del Mit nelle grandi mobilitazioni dei mesi scorsi. Maria è uno dei volti più noti della piazza di Santiago del Cile, soprattutto per il suo impegno a difesa dei tanti prigionieri politici ancora nelle carceri di Piñera.

 

Nessuna illusione nella Costituente

Ma né il Mit né tanti altri protagonisti della rivoluzione cilena si fanno illusioni su questo processo costituente. È stato da subito evidente il tentativo, da parte del Congresso nazionale (parlamento) cileno e del governo, di impedire che la Costituente sia realmente indipendente e sovrana. L’importante risultato ottenuto dai candidati indipendenti della piazza (in particolare quello della Lista del pueblo, la lista nella quale è stata eletta anche Maria Rivera, in rappresentanza del Mit) non cambia la natura di questo organismo, che resta all’interno dell’ordinamento borghese (come dimostra anche la presenza di deputati della destra e di esponenti del regime): sappiamo bene che la Costituente è uno strumento di per sé inefficace a cambiare realmente le sorti del Paese.
Per questo, giovedì 1 luglio si è svolto un incontro nazionale, promosso da decine di organizzazioni sindacali, di movimento, popolari, ecologiste, di partito (tra cui il Mit) per organizzare dal basso una mobilitazione sociale al fine di garantire che nella Costituente si possano effettivamente discutere le rivendicazioni della piazza cilena.
In particolare, grazie alle pressioni di Maria Rivera e della Lista del Pueblo, si è chiesto e ottenuto di porre all’ordine del giorno, tra i primi punti in discussione, la questione dei prigionieri politici, con la richiesta di liberazione immediata dei tanti attivisti ancora incarcerati, pur nella consapevolezza che solo le mobilitazioni di massa riusciranno a strappare questo risultato. Il Mit con Maria Rivera farà in modo che la discussione nella Costituente diventi una cassa di risonanza delle rivendicazioni delle masse rivoluzionarie cilene.

 

Lotte e repressione

Come deciso nell’assemblea del 1 luglio, quando hanno avuto inizio i lavori della Costituente il 4 luglio, è stata organizzata una partecipata manifestazione di fronte al palazzo. La repressione delle forze militari e di polizia fedeli a Piñera – quelle che nei mesi scorsi hanno accusato Maria Rivera di sedizione per aver fatto appello ai militari a unirsi alle masse cilene – non si è fatta attendere: i carabineros hanno cercato di impedire ai manifestanti di avvicinarsi al congresso, una deputata indipendente è stata ferita, due giovanissime compagne del Mit sono state arrestate solo perché stavano filmando la manifestazione e la repressione in corso.
Maria Rivera per il Mit, insieme con altri deputati della Lista del Pueblo, ha chiesto che i lavori della Costituente venissero interrotti per porre fine alla repressione che stava avvenendo in piazza e la richiesta è stata accolta. I deputati indipendenti, Maria Rivera in testa, sono usciti in strada e si sono uniti ai manifestanti, esigendo l’immediata scarcerazione delle compagne arrestate (scarcerazione avvenuta dopo alcune ore).
I lavori della Costituente ora continuano: all’ordine del giorno a breve ci sarà la questione dei prigionieri politici. Ci uniamo a Maria Rivera e agli altri deputati indipendenti nella richiesta di immediata scarcerazione di tutti i compagni ancora in carcere. Solo la mobilitazione di massa potrà costringere il governo a liberare tutti i prigionieri politici. Il nostro auspicio è che le masse cilene possano rovesciare il governo assassino di Piñera e costruire un governo operaio.

 

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