Partito di Alternativa Comunista

Sblocco dei licenziamenti: solo con la lotta e lo sciopero potremo fermare i padroni

Sblocco dei licenziamenti: solo con la lotta e lo sciopero potremo fermare i padroni!

 

 

Dipartimento sindacale del Pdac

 

Lo sblocco dei licenziamenti, entrato in vigore per effetto del decreto legge su lavoro e fisco approvato dal governo Draghi lo scorso 30 giugno con l’accordo delle grandi burocrazie sindacali, è da considerarsi uno dei più gravi attacchi nel ventunesimo secolo alla classe operaia italiana da parte della borghesia.
All’indomani del provvedimento governativo abbiamo assistito ai primi effetti: i padroni della Gianetti ruote di Ceriano Laghetto (MB) e della Gkn di Firenze, senza battere ciglio, hanno comunicato tramite email a centinaia di lavoratori il loro licenziamento. Va precisato che non sono gli unici casi: anche in altre fabbriche del Paese i padroni stanno procedendo rapidamente con licenziamenti collettivi - dalla Bayer alla Whirlpool, dalla Util alla Rotork Gears, per fare solo qualche esempio - in barba alle «raccomandazioni» dei dirigenti nazionali di Cgil, Cisl e Uil.
Di fronte a una strage occupazionale annunciata da mesi, le direzioni dei maggiori sindacati confederali (Cgil in testa) non hanno organizzato il necessario conflitto per difendere gli operai (compresa la loro stessa base) e contrastare questo attacco inaccettabile che scarica sui lavoratori la crisi di un sistema economico e sociale, il capitalismo, che lascia in mezzo a una strada migliaia di famiglie operaie deprimendo interi territori provinciali.
La mancata organizzazione di conflitto da parte delle direzioni opportuniste dei maggiori sindacati è, in realtà, l’organizzazione sistematica di una pace sociale da barattare con la borghesia e i suoi governi in cambio del mantenimento di apparati burocratizzati e disconnessi dalle esigenze della classe lavoratrice.
Ancora una volta emergono davanti agli occhi dei lavoratori le contraddizioni insostenibili che svelano il ruolo di collaborazione di classe delle direzioni opportuniste dei maggiori apparati sindacali. Un ruolo che la classe operaia ha schiacciato con gli scioperi del marzo 2020, quando i burocrati volevano mandarli a morire nelle fabbriche con la farsa dei protocolli sicurezza, utili solo a garantire la continuità produttiva ai padroni.

 

Una partita ancora aperta: sciopero subito!

Lo sblocco dei licenziamenti, per nulla arginato dall’imbarazzante «avviso comune» di «raccomandazioni» alla clemenza del padronato, si è già abbattuto sui lavoratori della Gianetti e della Gkn e sta interessando in queste ore altre decine di fabbriche; ma la partita non è ancora finita! Lunedì 19 luglio le lavoratrici e i lavoratori fiorentini saranno in sciopero: Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero generale di 4 ore nell’area metropolitana di Firenze e alcuni sindacati di base del territorio si sono uniti e lo hanno esteso a 8 ore. Diverse sono le iniziative di lotta e le manifestazioni in corso o già in programma: gli operai della Gkn stanno occupando la fabbrica con picchetto permanente, mentre gli operai della Gianetti, oltre ad essere in presidio davanti allo stabilimento, il 14 luglio hanno occupato i binari e bloccato il traffico ferroviario della Saronno-Monza. Noi crediamo che debbano essere l’inizio di un’escalation di lotta che coinvolga tutte le categorie a livello nazionale e tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro collocazione sindacale o meno.
Non c’è più tempo da perdere! Dopo questa prima ondata di licenziamenti, dovremo aspettarcene altre, anche perché pare che molti capitalisti industriali stiano aspettando conversione in legge del decreto prima di procedere con i tagli (iter legislativo che quando si tratta di difendere i profitti diventa rapido e non conosce pause estive).
Il capitalismo ha dimostrato una volta di più di essere incompatibile con la sopravvivenza dell’umanità. In nome del profitto sta licenziando migliaia di lavoratori, devastando i nostri territori e avvelenando il clima.
Solo con la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario potremo ridare occupazione ai proletari.
Solo con la nazionalizzazione, senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori organizzati in organismi di democrazia operaia, potremo sottrarre al profitto di pochi la ricchezza prodotta dai lavoratori stessi e rimetterla al servizio della collettività, nel rispetto dei territori e dell’ambiente.

 

Il licenziamento dei lavoratori Gkn e Gianetti è un attacco a tutta la classe operaia, la loro lotta è la lotta di tutti i lavoratori: basta pagare la crisi dei padroni!

 Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario!

 Nazionalizzazione delle grandi industrie sotto il controllo dei lavoratori!

 In lotta e in sciopero da subito, verso lo sciopero generale nazionale!

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