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Fronte di Lotta No Austerity: l’unità di classe non è solo uno slogan

Fronte di Lotta No Austerity:

l’unità di classe non è solo uno slogan

 

 

 

Intervista a Roberto Tiberio (operaio Stellantis)

 

Sabato 18 novembre a Firenze si è svolta la 6° Conferenza del Fronte di Lotta No Austerity (Flna), un importante evento di incontro e confronto che ha messo insieme diverse realtà del mondo del lavoro pubblico e privato, dove hanno partecipato lavoratrici e lavoratori di grandi realtà operaie e di lotta come Ilva, Ferrari, Stellantis, ex Alitalia, Trenitalia, Pirelli, Esselunga, ecc.; rappresentanti della scuola e della sanità, ricercatori universitari e, soprattutto, molti attivisti che si battono per il diritto alla casa. Ne parliamo con Roberto Tiberio, nostro militante, operaio Stellantis e membro del Gruppo operativo nazionale dell’Flna.

 

Roberto, puoi raccontarci quali sono le esperienze e le testimonianze più importanti confluite nell’assemblea dell’Flna?

Innanzitutto ci tengo a sottolineare il grande lavoro profuso dal Gruppo operativo nazionale e dai compagni di Firenze per mettere in piedi la conferenza sia dal punto di vista organizzativo che logistico: non era assolutamente scontato visto i tempi caotici che stiamo vivendo. Anche in questa occasione il Fronte di lotta No Austerity ha creato un punto di incontro e confronto tra tante realtà nazionali e internazionali oppresse dal giogo capitalista, e ne è scaturito un approfondito dibattito dal quale bisogna partire per alzare il livello della lotta. L’eterogeneità delle testimonianze chiarisce in modo netto che il capitalismo infetta tutti gli aspetti delle nostre vite, quindi la risposta deve essere trasversale e unita.
Il quadro nazionale e internazionale ha evidenziato la crisi del sistema capitalista che erode i diritti fondamentali dei lavoratori e delle masse popolari; li priva del lavoro, del potere d’ acquisto, della casa, della sanità pubblica. A questo contribuiscono, oltre ai governi guidati dalle multinazionali e dai poteri imperialisti, le direzioni sindacali confederali asservite ai padroni di turno; ma anche quelle del sindacalismo conflittuale, ingabbiate in lotte intestine che ne impediscono lo sviluppo. Ampio spazio è stato dedicato al tema della casa e a quello delle oppressioni, con particolare attenzione alla condizione delle donne, alla denuncia del maschilismo e del razzismo diffusi, una piaga figlia del sistema socioeconomico che ci opprime. Infine, tutta la giornata della conferenza ha avuto come perno la solidarietà dell’Flna al popolo palestinese vittima dello Stato sionista di Israele; giornata conclusa partecipando alla manifestazione pro Palestina organizzata a Firenze.

 

Molto spazio è stato giustamente dato alla crisi dell’automotive; una crisi internazionale che in Italia si sta manifestando con un quadro industriale allarmante degli stabilimenti Stellantis e delle ripercussioni altamente impattanti sull’indotto. Qual è la situazione più nello specifico?

Come operaio Stellantis sto vivendo in prima persona le conseguenze dell’attuale crisi del settore dell’auto. In Italia la situazione è drammatica. Come ben sappiamo, l’opera di deindustrializzazione e delocalizzazione di settori strategici nel nostro Paese è in atto da tempo, come hanno ben evidenziato gli interventi dei compagni di realtà come Ilva, Alitalia e Pirelli durante la conferenza. Nello specifico del settore auto, la finta fusione tra la Fca (ex Fiat) e Peugeot (Psa) sta portando a conseguenze disastrose per i lavoratori italiani. Stellantis è a tutti gli effetti francese, e non fa mistero di preferire altri luoghi che le consentono maggiori profitti. Gli stabilimenti italiani sono quasi tutti agonizzanti: nonostante rassicurazioni e false promesse, la produzione di veicoli è in costante calo. La fabbrica Maserati di Grugliasco è stata chiusa e messa in vendita, e in vendita sono interi settori dello stabilimento di Cassino, dove tra l’altro da gennaio ci sarà solo un turno lavorativo vista la produzione ridotta all’osso. A Melfi e Pomigliano non sanno quali e quanti veicoli produrranno, e Mirafiori diventerà uno «sfasciacarrozze» dove verranno smantellati veicoli e batterie. È evidente quale sarà il destino di migliaia di lavoratori del gruppo: oltretutto, Tavares (amministratore delegato di Stellantis) ha esplicitamente invitato le aziende dell’indotto a trasferirsi altrove (es. Algeria e Polonia) per rendere più competitiva la multinazionale. Questo scempio occupazionale va fermato dalla classe operaia unita. 

 

La Conferenza ha approvato un documento politico importante e impegnativo, puoi spiegarci in sintesi il senso del testo e quale ruolo avrà nella prossima fase l’Flna?

Il documento politico va ovviamente letto nella sua interezza (si veda il sito www.frontedilottanoausterity.org) poiché è molto articolato, posso qui comunque trarne il senso e le intenzioni del Flna. Il capitalismo va necessariamente visto in un’ottica globale, internazionale, come origine della miseria dei popoli oppressi, dello sfruttamento dei lavoratori e della distruzione ambientale, nonché delle guerre imperialiste. Questo genera forti contrasti: da un lato l’ascesa di forze politiche liberticide e repressive, dall’altro moti di protesta che per molti motivi non riescono ad essere incisivi. Il Fronte di Lotta No Austerity, che aderisce alla Rete Sindacale internazionale di solidarietà a e di lotta, ha proprio l’obiettivo di essere un collante per le lotte e unirle contro il capitalismo, superando anche alcune diversità politiche e sindacali.

 

La Conferenza ha ricevuto l’importante adesione dell’Unione inquilini di Firenze. In generale, il tema del diritto alla casa, oltre ad essere stato abbondantemente affrontato negli interventi di autorevoli esponenti delle lotte, oggi rappresenta una vera e propria emergenza che interessa i lavoratori e specialmente le lavoratrici e gli immigrati. Come si collocherà il Fronte in questo contesto di lotta e quale sarà il suo ruolo?

Quello che posso dire, dopo gli interventi a riguardo durante la conferenza, è che quello del diritto alla casa è un tema che sarà sempre più centrale per il Fronte di Lotta No Austerity, perché ne racchiude l’essenza. Riguarda gli operai, i disoccupati, gli immigrati e in generale tutte le categorie oppresse che possono e devono unire le loro lotte per un obiettivo comune. Il Fronte di Lotta No Austerity avrà il compito di convogliare in un unico filone di lotta tutti i movimenti di protesta che riguardano questo tema. Già oggi ci sono nel Fronte varie realtà che si battono per il diritto all’abitare e anche a questa conferenza abbiamo avuto nuove adesioni.

 

Un’ultima domanda, Roberto. Da operaio attivista sindacale e da militante politico, puoi dire ai lavoratori perché secondo te oggi è importante costruire uno strumento come l’Flna?

Il motivo è semplice, e va ricercato nella strategia che adotta il padrone per mantenere il potere: dividere i lavoratori. Per questo l’unica soluzione per i lavoratori è trovare obiettivi comuni, e ce ne sono; organizzarsi, unire le lotte oltrepassando gli ostacoli, sulla base di una reale democrazia operaia. L’Flna serve proprio a questo.

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